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Sep
08
2017
Un voto bipartisan sul via libera del deficit
Articolo pubblicato su "Il Sole24 Ore"

L' ordinata conclusione della legislatura, auspicata dal premier Gentiloni, dipende in gran parte dalla qualità dei contenuti e dalla linearità delle procedure della imminente sessione di bilancio. Al paese serve una manovra che resista alle pressioni elettoralistiche e continui ad assicurare il massimo sostegno alla crescita e all'occupazione, compatibile con la disciplina fiscale imposta dal nostro grande debito pubblico. Un"sentiero stretto", lo ha efficacemente definito il ministro Padoan, che si è andato tuttavia progressivamente allargando, man mano che si è ridotto l'indebitamento e ha preso forza la crescita del pil e dell'occupazione.

Ma la qualità della manovra di­penderà anche dalla linearità del percorso parlamentare: un obietrivo da perseguire innanzitutto salvaguardando la specificità e l'autonomia di ciascuno dei passaggi nei quali si articola la sessione di bilancio, che prenderà le mosse nei prossimi

Giorni e si concluderà a fine annocon I'approvazione del bilancio 2018.

In particolare, merita sottoline­are l'autonomia, costituzional­mente garantita, del primo passag­gio parlamentare, previsto come eventuale dall'articolo 81 della Co­stituzione e dallalegge che ne disci­plina l'applicazione (la legge 243 del20i2). Come è noto, l'articolo 81, posto a presidio dell'equilibrio fra entrate e spese nel bilancio dello Stato consente il ricorso all'indebi­tamento "solo al fine di considera­re gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Came­re adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verifi­carsi di eventi eccezionali".

I governi che si sono succeduti in questa legislatura hanno più volte richiesto al parlamento (e ottenuto) l'autorizzazione allo scostamento dall'obiettivo di medio termine (OMT)cioè dal pareggio strutturale di bilancio, sullabase di entrambi gli ordini di motivazione previsti dalla legge 243: la grave recessione economica dell'area euro, cioè la stessa, indubitabile circostanza che giustifica misure non convenzionali di politica monetaria come quelle adottate dalla Bce; e gli eventi straordinari rappresentati dalla crisi dei migranti e dal terremoto nell'Italia centrale. Il governo Gentiloni ha a sua volta manifestato l'intenzione di richiedere al parlamento di avva­lersi della medesima opportunità, contemplata dalla Costituzione e dai trattati europei. È dunque pro­babile che nei prossimi giorni il go­verno invii al parlamento la relazione prevista dalla legge243 e che questa contenga la richiesta di uno sco­stamento, nei limiti entro i quali si è tenuto il confronto tra il ministro PadoanelaCommissione europea: il passo verso l'OMT dovrebbe es­sere dello 0,3% del pil,anziché dello 0,8% previsto dallarisoluzione par­lamentare approvata prima della sessione di bilancio del 2016.

Sarebbe una sgrammaticatura costituzionale appiattire questo importante passaggio politico-parlamentare sui due successivi: il voto sulla Nota di aggiornamento del Def (Nadef) e quello sul disegno di legge di bilancio. A differenza di questi ultimi, il voto sulla relazione al parlamento è un voto a maggio­ranza qualificata, ovvero sulla base di un quorum più elevato di quello richiesto per il voto di fiducia al governo.  Dunque è un voto sul quale la Costituzione raccomanda la ricerca di un'intesa più ampia oltre la naturale dialettica tra maggioranza e opposizioni. Un'intesa che non parrebbe difficile raggiungere, se solo si consideri che i gruppi di opposi­zione, assai più di quelli di maggio­ranza, hanno variamente espresso in questi anni valutazioni spesso molto più che critiche nei confronti dei vincoli di bilancio imposti dall'articolo 81 della Costituzione e dai trattati europei. Sarebbe dun­que incomprensibile, alla luce di queste posizioni storiche, un voto che per mere ragioni di contrasto al governo, si opponesse allo scosta­mento e vincolasse la manovra di buancio a parametri più restrittivi di quelli concordati in sede europea. D'altro canto, un'ampia conver­genza sullo scostamento, proprio per la peculiarità di questo passag­gio parlamentare, non preclude af­fatto una forte dialettica maggioranza-opposizioni sulla politica economica e sociale del governo, come espressa nella Nadef e nel di­segno di legge di bilancio. Distin­guere con attenzione i passaggi nei quali è opportuna la convergenza, da quelli nei quali è fisiologica la dialettica, nella chiarezza delle diverse posizioni davanti al corpo elettora­le, è la premessa necessaria ad un li­neare e produttivo svolgimento della sessione di bilancio e dunque ad un'ordinata conclusione della legislatura, a sua volta condizione in­dispensabile per dare al paese una prospettiva di stabilità.

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