Jun
24
2015
Tonini ottimista: un'intesa larga ora è possibile
Intervista pubblicata su "Avvenire"

"La nostra proposta di media­zione sul testo Cirinnà potrà arrivare fino in fondo», si dice certo Giorgio Tonini. Il vice-capogruppo al Senato del Pd lavora attivamente, in­sieme al ministro Boschi, a una larga in­tesa sulle unioni civili. «Evitando equi­voci sull'identificazione con il matrimo­nio si può arrivare all'unità nel partito, nella maggioranza, e anche oltre».

Ma il vostro emendamento, avanzato dalla relatrice Cirinnà, è stato bocciato dal presidente della commissione Pal­ma.

Non ho condiviso la scelta, l'ho detto nel mio intervento. Anche perché la propo­sta che avevamo inserito nell'emenda­mento faceva sintesi di altre accettate dal presidente che analogamente chiedono un esplicito riferimento all'articolo 2 (sul­le formazioni sociali) o un'esplicita e-sclusione del richiamo all'articolo 29 (sul­la famiglia fondata sul matrimonio).

Giovanardi la giudica una pantomima.

Se permette la cosa rilevante è un'altra. E cioè che anche Giovanardi, per Ncd, abbia giudi­cato un'importan­te novità la nostra proposta, dopo la disponibilità già of­ferta da Quagliariello, tramite il vo­stro giornale, a un compromesso alto.

Quindi?

Quindi questo "scetticismo sarà smentito dai fatti. Tro­veremo un nuovo testo su cui consolida­re una convergenza politica sui conte­nuti, aggirando la pregiudiziale di ordi­ne tecnico opposta da Palma che rispet­to ma, ripeto, non condivido.

Quale potrebbe essere la strada?

Verificheremo qual è il testo che meglio sintetizza quest'impostazione. L'emen­damento Fattorini-Lepri, ad esempio, può essere preso in considerazione. Ma se non dovesse con­solidarsi in Com­missione, tale con­vergenza, si potrà sempre cercarla in aula.

E la posizione espressa del governo come la giudica?

La scelta di non esprimere parere sugli emendamenti rimettendosi al dibattito della commissione è un altro elemento che può favorire un accordo.

Il Pd sceglie la libertà di coscienza...

Ma quella è nelle cose, su temi del gene­re. Non è una novità, ma per noi è solo uri'extrema ratio: al momento ci sono tut­te le basi per un accordo ampio sianel Pd che nella maggioranza, restando aperti a convergenze anche dal di fuori.

Quali dovranno essere i paletti di que­sto possibile accordo?

La comune consapevolezza che vadano riconosciuti diritti sociali a cittadini che ne sono privi, come sollecita la giursprudenza italiana ed europea da tempo. Possono essere anche diritti in alcuni aspetti parificati a quelli dei coniugi, ma queste unioni vanno tenute distinte dal­la fattispecie familiare, a partire dall'ad­dentellato costituzionale. Ed è questo il secondo paletto. Su queste basi l'accor­do ampio si troverà, sono fiducioso.

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